Turismo solidale


#1

Spesso, molti, sottolineano come l’afflusso turistico nella città (e nelle zone limitrofe) sia caratterizzato da stagionalità.

Perchè non realizzare initiative di turismo “solidale” che rendano la nostra bella Matera più accessibile, e che consentano di superare la stagonalità dell’afflusso turistico?


#2

la stagionalità del turismo è certamente un problema, anche se a Matera lo si soffre meno che in altre mete, come ad es. al mare… ma cosa intendi per turismo “solidale” per rendere la città più accessibile? Servono idee concrete, su questo tema sarebbe un po’ l’uovo di Colombo! :blush:


#3

Ciao @ninocarella
Intendo un turismo che coinvolga anche categorie “deboli” per cui la nostra città, a livello architettonico, non è del tutto adatta. Mi viene da pensare a turisti che sono costretti su una sedia a rotelle, o soggetti per cui un giro turistico “standard” non risulta essere l’offerta più consona.
Mi viene in mente la possibilità di creare laboratori, manuali e non, per sfruttare anche le capacità presenti sul territorio e via così.

Spero di essere stata un pò più chiara :slight_smile:


#4

sì ho capito! hai indicato un ottimo e condivisibile obiettivo, ma qui siamo famelicamente in attesa di un mezzo, un progetto, un’idea per realizzare concretamente gli ambiziosi obiettivi che tutti abbiamo nel cuore. E non sono ferratissimo in materia ma credo che diverse realtà stiano già lavorando in tal senso (faccio i nomi di Luca Petruzzellis e Cristina Amenta che però non riesco a taggare perchè forse non ancora iscritti alla community!).

Comunque se hai un’idea precisa di cosa realizzare, di cosa MAtera 2019 intesa come evento o come struttura fisica incarnata dalla Fondazione può realizzare in tal senso, io ti sostengo!


#5

Non conosco le due persone che hai indicato, anzi laddove fossero già attive in questo senso mi piacerebbe condividere con loro la mia idea.
Credo che gli obiettivi principali siano

  1. creare un network di strutture turistiche che abbiano la volontà di offrire prezzi calmierati (sicuramente non si richiederebbe disponibilità nei periodi di grande affluenza), ma sarebbe un modo per ridurre la stagionalità dell’afflusso turistico
  2. comprendere quali siano le esigenze dei diversi cluster a cui ci si rivolgerebbe (soggetti con deficit fisici, anziani, altro) in modo da strutturare attività ad hoc
  3. capire se ci sono soggetti che abbiano voglio di investire il loro know how nella generazione di attività. Ad esempio, cartapestai che abbiano voglia di insegnare, fornai che abbiano voglia di insegnare a fare prodotti da forno, e via cosi.

Pensi sia fattibile?


#6

Le persone che ti ho indicato le puoi contattare via facebook. Penso siano tutte attività fattibili, però forse un po’ fuori dalla mission della Fondazione, più da Agenzia di Promozione Turistica. Magari sbaglio, attendiamo il parere di persone più ferrate del sottoscritto.