Comunicare Matàr Dumìldiciannàv

Ciao a tutti!

Tempo fa ci fu un incontro “aperto” a Casa Cava tra la comunità e la Fondazione, nella persona di Paolo Verri. A questo incontro era presente Pio Acito che, per sottolineare la distanza comunicativa tra la Fondazione e la cittadinanza meno “attiva” e coinvolta (lo “Stacchiuccio di Serra Venerdì”, come la definì lo stesso Pio), se ne uscì con una trovata a mio parere geniale: Angelo Sarra, cultore e grande esperto di dialetto materano, traduceva in materano tutto ciò che Pio diceva.
A mio parere, questa distanza ancora rimane ed è un problema da affrontare.

Ecco, la mia idea sarebbe questa: produrre dei video molto brevi (1 minuto circa) nei quali si trattano singoli argomenti MT2019 (Cosa significa Open Future, perché Matera 2019 ha vinto, cosa significa il nuovo logo, ma anche più specifici come i singoli eventi).
A raccontare tali argomenti sarebbe idealmente uno che l’argomento lo conosce o che è dentro alla cosa, ma non necessariamente. L’importante è che lo faccia in dialetto: materano, montese, napoletano, piemontese, non importa, purché sia dialetto - con sottotitoli in dialetto, italiano e inglese.

Parlare in dialetto forzerebbe a semplificare gli argomenti rendendoli più comprensibili, attirerebbe l’attenzione, farebbe simpatia e, dunque, raggiungerebbe un pubblico più vasto rispetto a chi normalmente va ad approfondire gli argomenti. Anche la brevità in questo è essenziale.

Cosa servirebbe, dunque: un videomaker, idee per i singoli video, qualcuno che dia una mano a
trovare gli argomenti, sintetizzare e magari tradurre in dialetto i testi e una mano anche a trovare le persone giuste come protagoniste del video.

Che ne pensate?

Nicola.

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Forse sarebbe meglio un incontro pubblico.

Lo considero un approccio più coraggioso e aperto. Cosa che secondo me potrebbe giovare alla community.