Intervista a Pierluigi Argoneto

Ritratto di Ida Leone
WebTeam MT2019

TEMA: 

 

 

Raccontaci qualcosa di te.

 

Sono Pierluigi Argoneto, laureato per pigrizia in ingegneria e attualmente consulente per la Regione Basilicata. La mia vera passione è la cultura, soprattutto quella scientifica, in Italia generalmente molto ghettizzata per varie ragioni, anche di ordine storico. Ho scritto un libro che parla di teoria dei giochi, disciplina su cui tengo un corso all’UniBas, un romanzo e scrivo per alcune testate giornalistiche. Circa tre anni fa ho fondato un’associazione che si chiama Liberascienza.

 

A settembre dovremo convincere la Commissione Europea che Matera può svolgere il ruolo di Capitale Europea della Cultura 2019, meglio di tutte le altre città italiane. Su che cosa consigli di puntare per riuscirci?

 

Procediamo per esclusione: ti dirò secondo me su cosa NON si dovrebbe puntare. La cultura (ed il turismo ad essa collegato) non possono essere ridotti al mero concetto numerico: non si può misurare il successo di un evento culturale solo dal numero di persone che vi partecipano. Matera non può essere solo lo sfondo da cartolina che deriva dal fatto di essere patrimonio mondiale dell’umanità: quella storia millenaria deve essere letta in una chiave di lettura diversa, occorre cambiare il contesto. L’Agenzia Spaziale Italiana, ad esempio, così vicina a Matera, dovrebbe essere coinvolta per inserire nel sito UNESCO aspetti tecnologicamente molto avanzati, che ci affranchino una volta per tutte dalla retorica revanscista di Carlo Levi e del brigante Crocco.

 

Cosa stai facendo che può dare valore alla candidatura di Matera, quali attività hai svolto o stai svolgendo a sostegno di questa sfida?

 

Ho cercato di creare un contatto fra chi fa scienza e il territorio, portando persone nei luoghi dove si fa scienza e portando la scienza fuori dalle cattedrali. A riprova della scarsa conoscenza reciproca, quando abbiamo organizzato una visita guidata al CNR di Tito ho scoperto che pochissimi sapevano dov’era, e ho dovuto – imbarazzandomi non poco – spiegare che era “alle spalle del centro commerciale Auchan”. Liberascienza, la mia associazione, oltre a questi eventi produce periodicamente un magazine on line, basato su un concetto molto semplice: le domande dell’uomo rispetto ad alcuni temi chiave sono invariate da millenni. La filosofia, la letteratura, fino ad arrivare alla fisica, alla musica, alla matematica e all’arte cercano di dare una risposta a questi interrogativi. Per questo, intorno ad un unico tema, possono ruotare risposte e contributi di studiosi fra i più disparati, dal letterario allo scientifico. Quest’anno ci stanno accompagnando i temi di Calvino e delle sue Lezioni Americane. È un progetto di lunga gittata in cui crediamo davvero molto.

 

D: Basandoti sulla tua personale esperienza, chi sono tre persone da ascoltare e valorizzare?

 

Me ne vengono in mente più di tre.

  • Giuseppe De Nittis, ricercatore presso la Friedrich-AlexanderUniversität di Erlangen sugli aspetti matematici della Meccanica Quantistica
  • Rossella Guerrieri, da poco reclutata negli States per seguire un progetto finanziato dalla NASA.
  • Il direttore dell’IBAM che opera presso il CNR di Tito
  • Angelo Bianco, Il presidente della Fondazione SouthHeritage 

D: Con chi ti piacerebbe collaborare nel panorama europeo ed internazionale?

 

Con chi si occupa come me di divulgazione scientifica e di dialogo fra tipologie di culture diverse. Il Festival di Edimburgo ad esempio e il Festival della Scienza di Roma potrebbero essere due interessantissimi interlocutori, sebbene ho il sospetto che il tempo dei Festival tematici sia quasi passato. Bisogna inventarsi nuove formule per il futuro. Entro il 2019 potremmo farcela.

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11 Commenti

Ritratto di Alberto Cottica

Questa roba della tecnologia è chiaramente potente. In Basilicata – fin dai tempi di Bruce Sterling – ci stiamo dicendo che funziona questa idea della "cava tecnologica", che poi vuol dire un'integrazione di tecnologie nuove (es. il wi-fi) in tecnologie molto antiche (es. l'escavazione del tufo a fini abitativi). A cosa serve questa integrazione stando a Matera è chiaro: a durare nel tempo, in modo da non spezzare il filo dell'avventura umana e della sua narrazione. 

Ma Pierluigi ce l'ha un account? Risponde ai commenti?

Ritratto di Pierluigi Argoneto

ragazzi, avevo capito che il lancio ogni tre giorni lo facevate voi...io sono uno incontinente da social. Abbiate pazienza.

Ritratto di piersoft

siamo già onorati del contributo, figuriamoci se ci possiamo lamentare se addirittura lo si condivide in rete. Ben arrivato in questa community!

Ritratto di Alberto Cottica

Pierluigi, benvenuto anche da me! Ma quindi che ne pensi del mio commento più sopra? L'ho scritto perché, leggendo la tua intervista, mi è venuto un dubbio strategico: ho l'impressione che contrapporre la Matera della Bruna ("del brigante Cracco") alla Matera dell'ESA sia perdente. Secondo me abbiamo bisogno più di una logica alla Sterling: stratificare la seconda sulla prima. Nella storia della vostra città sono state fatte entrambe le cose: Olivetti e il suo gruppo proponeva la modernità come superamento del passato, mentre (molto più modestamente) il nostro gruppo di Visioni Urbane proponeva la contemporaneità come "plugin" del passato. E, certo, i divulgatori scientifici possono fare molto sia per una visione che per l'altra. Tu come la vedi?

Ritratto di Pierluigi Argoneto

Penso che non vi siano contrapposizioni, nè plugin, nè "superamenti" da effettuare. La Matera della Bruna (che comunque nulla ha a che vedere con la storia del brigantaggio) ha una sua dignità di tradizione e cultura rispettabilissima. Il discorso che facevo è un altro, e riferito ad una strategia regionale finora quasi completamente assente, di cui la candidatura di Matera dovrebbe ricoprire un ruolo apicale (i condizionali sono d'obbligo). E' un cambio di paradigma, non l'annullamento o il superamento di questo piuttosto che di quell'altro aspetto. La domanda strategica di fondo è: dove si vuole portare (culturalmente parlando) la regione e quali aspetti possono/devono essere valorizzati affinchè Matera (sua peculiare rappresentante) possa essere considerata come esempio nel settore culturale da tutta l'Europa? Ma sono sicuro che il team si sia già fatto queste domande.

Ritratto di Alberto Cottica

Ah, certo: molti di noi sono interessati a questo argomento, e hanno opinioni. La mia domanda riguarda ciò che ne pensi tu! Dall'intervista mi era sembrato che fossi su posizioni più "olivettiane" (per semplificare). Capisco invece dall'ultimo commento che non è così. Anche se il problema di come gestire la scala delle piorità tra gli aspetti culturali da valorizzare (quelli tradizionalmente più presenti e quelli più nuovi che citi nell'intervista) andrà pure affrontato.. e se la mossa del plugin ("vecchio e nuovo sono capitoli della stessa storia, non c'è frattura ma evoluzione") non ti convince temo bisognerà trovarne un'altra.

Ritratto di Giuseppe Cicchetti

Pierluigi, se sei un "incontinente da social", qui rischi di sentirti veramente a casa :) Benvenuto!!!

Ritratto di Ilaria d'Auria

Carissimi, per creare continuità con quanto emerso durante il laboratorio di progettazione partecipata, ho creato due nuove missioni! 

  • verso unMonastery: mappatura delle sfide locali. Tiriamo fuori il veleno! Potete aggiungere, sviluppare, condividere qui
  • verso unMonastery: lista delle proposte. Tiriamo fuori la nostra immaginazione! Potete aggiungere, sviluppare, condividere qui

Che ne pensate?