C&C (Condivisione & Confronto) - Intervista a Nico Colucci

Ritratto di Lois

TEMA: 

"Nico Colucci - ociN  icculoC
in avanti o indietro è sempre una fortuna conoscerti?!"


Svelaci qualche tua qualità….

 

Mi presenterò per quello che faccio e per le mie passioni. Le qualità ce le riconoscono generalmente gli altri.

Materano di genitori materani e nonni materani. Una sorta di DOCG se vogliamo, con tutti i pregi ed i difetti che ad i materani si attribuiscono. Forse però gli anni passati fuori Matera, nel periodo universitario a Firenze, hanno fortunatamente allargato i miei orizzonti sostituendo al carattere tipico materano del “guardare” quello del “fare”. Una “presunta” qualità potrebbe essere quella di osservare le cose da diversi punti di vista, di riconoscere ed apprezzare le diversità. Un passaggio questo che a volte in una piccola realtà di provincia è difficile fare  perché si rimane nel guscio protetto di una comunità che tende ad accettare solo o preferibilmente chi si uniforma agli altri.

Ho sempre inseguito le mie passioni rigettando spesso le cose che mi venivano imposte. Ho scelto di fare l’architetto perché amavo e continuo ad amare la città, intesa come struttura fisica, oltre che come luogo di relazioni. Ho scelto di specializzarmi in Urbanistica proprio per conoscere i processi che hanno reso l’Italia e le sue città ricche di manufatti edilizi eccellenti. Unendo i miei studi alle mie passioni è stato facile, o quasi. Nel frattempo e contemporaneamente ai miei studi è esplosa la passione per la fotografia, il desiderio di indagare e documentare le realtà urbane attraverso l’arte della fotografia. Ho documentato città come New York, L’Avana, Mosca, Londra, San Francisco, la stessa Matera e tante altre solo spinto dalla voglia di farlo, cioè senza l’occasione di un lavoro che mi costringesse o stimolasse a farlo. I libri fotografici che ho comprato e continuo a comprare rappresentano il sogno o la mia visione di città.

Un architetto che non ha delle visioni o dei sogni dovrebbe tranquillamente fare altro, magari il tecnico, il geometra. Senza che gli appartenenti a quest’ultima categoria si offendano. Intendo dire che l’architetto non è solo un tecnico, non dovrebbe esserlo. L’architetto deve poter immaginare una città, come questa cresce, quali sono le criticità e quali sono i punti di valore per poterne fare dei punti di forza, dei propulsori per lo sviluppo. La fotografia e l’architettura insieme completano il mio percorso personale. Un binomio inscindibile per me e allo stesso tempo appagante. Le pratico quasi contemporaneamente, nel senso che nel mio lavoro è facile individuare situazioni e luoghi fortemente caratterizzati; parlo ovviamente di interventi di recupero edilizio. In questi luoghi è sempre conservata una traccia di un’antica memoria, a volte espressa da segni tangibili altre volte da sensazioni, quasi impercettibili. I miei lavori da architetto si concludono sempre con una fase in cui la ripresa fotografica documenta e allo stesso tempo congela il tutto in un lasso di tempo.

 

3 grandi occasioni che rendono la sconfitta impossibile!

Matera 2019 è parte di questa visione.

La città dopo anni di stallo ha bisogno di nuove energie, di nuovi punti di riferimento e di nuovi attori. Del resto Matera ha sempre destato l’interesse di scrittori, attori, registi, fotografi, visionari, questo lo sanno tutti. Una città che desta interesse e che esercita una tale e forte attrazione significa che ha qualcosa da raccontare. Matera ha raccontato già tanto, negli anni passati, a chi ha voluto ascoltare e a chi ha cercato di risollevarla dalla miseria nella quale versava. Molto dobbiamo a chi ci ha scoperto ma anche ai materani che l’hanno scoperta con le proprie forze. Mi riferisco ai giovani materani de “La Scaletta” che rivelavano al mondo la bellezza e la magnificenza di un territorio pregno di storia e di arte seppure abbrutito dal degrado e dalla povertà. Oggi Matera si candida a Capitale Europea della Cultura per il 2019, un obiettivo che è giusto perseguire fino in fondo. Più che di occasioni che rendono la sconfitta impossibile io parlerei di specificità, di realtà:

 

1)       Il lavoro del Comitato Matera2019

 

E’ in corso una vera e propria rivoluzione. In questo momento in città convergono forze e professionalità che è impossibile trovare in altre realtà, fatta eccezione per le grandi metropoli. Il Comitato sta svolgendo un lavoro enorme sia sul territorio che al di fuori di questo, al fine di rendere la candidatura un processo condiviso con enti, istituzioni e cittadini.

 

2)       Una comunità che dovrà lasciarsi coinvolgere da un processo complesso ma concreto.

 

Condivisione implica partecipazione.

Ovviamente mi riferisco ai cittadini che si lasceranno coinvolgere e non di quelli che scetticamente rimarranno ad osservare. Oggi nell’era digitale si può partecipare a questi processi anche stando fisicamente lontani. Internet, social networks e forum partecipati fanno si che il pensiero e le idee viaggino velocemente e d in tempo reale.

Ribadisco anche in questa occasione la necessità di non rimanere immobili ad osservare quello che succede.

 

3)       Una città ed un territorio unici al mondo e con forte desiderio di riscatto.

 

La Storia è in debito con Matera. Una città che nonostante le avversità è riuscita a rinascere. Un territorio depresso che grazie all’ostinazione e alla caparbietà del suo popolo è riuscito a riscattarsi. Sembra la trama di un film complesso dai contorni psicologici delicati. L’inserimento nella lista dei Siti UNESCO ha rappresentato un  importante riconoscimento di un patrimonio culturale che fino ad allora pochi stentavano a riconoscere.

Matera Capitale Europea della Cultura esprimerà la forza ed il carattere di una città che in questi anni ha espresso tanti valori. Ora tocca a noi canalizzarli nella maniera migliore.

 

Matera è…

 

Rischio di essere noioso e ripetitivo ma è necessario ribadire alcuni semplici concetti perché tra  i ragazzi giovani nasca un nuovo orgoglio che negli anni passati noi non potevamo permetterci parlando della nostra terra, ancora congelata, negli anni Ottanta nel ricordo della miseria e della povertà.

Matera è unica.

Il suo clima, la sua luce, le sue architetture ed il suo paesaggio la rendono meravigliosa.

Questo è un dato oggettivo, non è una opinione.

Matera è piena di contraddizioni.

Una città che non si ama e molti cittadini che dicono di amarla ma che la violentano quotidianamente, con i loro atteggiamenti, con le loro critiche a volte gratuite e con la scarsa volontà di partecipazione. “Tanto c’è sempre qualcuno che lo può fare al posto mio…” A volte le stesse persone che dicono di amare i Sassi deturpano gli immobili di loro proprietà non rispettando le più banali regole del recupero. 

Matera deve guardare al futuro

Non c’è più tempo. La città sta vivendo un momento storico importantissimo. Catalizzatore di tante energie ed attenzioni da parte dell’intera comunità mondiale. RI-cominciano ad occuparsi e ad interessarsi alla nostra città ma questa volta non si può sbagliare. Nessuno può più permettersi di farlo. Cittadini, classe dirigente, imprenditori. Tre forze che devono dialogare e risolvere i problemi di una città che è al collasso economico ma che, allo stesso tempo, vede passare il treno importante del turismo. Il turismo è una grande risorsa, non sono io a dirlo. Una risorsa per tutti. Di questo però il Governo della città deve accorgersene ed investire risorse. Agevolare le imprese che se ne occupano, incentivare e migliorare i servizi e tutelare il principale attrattore turistico che sono i Sassi, tutelandoli con mirate azioni di controllo.

3 nomi che non ritieni utili per la candidatura e perché.

Non sono utili alla candidatura 3 atteggiamenti, più che tre nomi.

1)       L’indifferenza

2)       La critica tout court

3)       L’invidia

 

3 cognomi che ritieni importanti per la candidatura e perché.

Emilio Nicola Buccico, uomo di grande intelligenza e spessore culturale. La candidatura fu una sua intuizione e da lui può e deve essere sostenuta a mio avviso.

Raffaello De Ruggieri, già presente nel Comitato Scientifico, può mettere a disposizione la sua conoscenza del territorio oltre a capacità e competenze nel “fare” che poche persone dalle nostre parti possono vantare.

Amerigo Restucci, architetto e urbanista materano , rettore dello IUAV di Venezia e dal 2010 rappresentante nella Commissione di tutela e fruizione dei Siti UNESCO. Un accademico che riesce a trasmettere concetti importanti con grande semplicità.

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11 Commenti

Ritratto di Alberto Cottica

Lois, ottimo lavoro! Nico è davvero una persona interessante e positiva. A me la cosa che rimane impressa di questa vostra intervista è l'insistenza sui cittadini come soggetti attivi: non solo criticare, ma anche – e forse soprattutto – mettersi a fare. Indifferenza, critica tout court e invidia, infatti, hanno uno sbocco comune: l'inazione. Per quello che vale la mia opinione (cioè poco) mi ritrovo molto in questa attitudine di Nico, e forse anche tua.

Ritratto di Alberto Cottica

Ma tu, Lois, hai già idea di da dove si potrebbe partire? Io sono interessato alle azioni su piccola scala, perchè sono quelle che posso iniziare da solo o con cinque amici. Quelle su scala grande richiedono il coinvolgimento di soggetti più potenti e attrezzati (per esempio lo Stato); certo, muovono molte più cose, ma di fatto io e te torniamo a essere spettatori, perché non possiamo decidere che da domani il Ministro dell'economia farà questo e e quest'altro. Tu cosa vorresti fare in prima persona?

Ritratto di Ida Leone

Ciao e benvenuta, Lois :)

Condivido con te e Alberto la stima per Nico, col quale ho condiviso una indimenticabile serata fiorentina con tanto di bisteccone :) e concordo sul fare, io non so pensare diversamente da cosí. Vome giá ti ricordava Alberto, se hai un'idea, anche piccola, per diffondere l'idea della candidatura, parliamone insieme. 

Ritratto di piersoft

Lois, penso che capirai che la cosa è complessa. Noi siamo proprio l'esplicazione di questa voglia di coinvolgimento allargata. Tramite la community poi la discussione di sposta offline. Con la scuola (Tantalo), Caffè Scienza, Legambiente (riunione il 12 per i 10000 alberi per Matera 2019), e con altre iniziative che stanno nascendo da questo contenitore, si cerca proprio in piccolo, con piccoli gesti, di coinvolgere le persone comuni. Fino ad oggi c'erano solo le istituzioni e il comitato. oggi c'è la community, noi volontari del webteam (siamo una 15na), VOI testimonals verso l'esterno, profumodisvolta, TRM che ormai parla spessissimo di MT2019 ect..

Senza contare FB e Twitter, stiamo cercando di avere un'appoccio sia da mass market che one to one. è un lavoraccio e siamo contentissimi che tu stia qui a dire la tua e a "fare" qualcosa di concreto. Sono certo che sarai un grande valore aggiunto. GRAZIE.

Ritratto di Nico Colucci

Ringrazio Lois per l'interesse mostrato nei miei riguardi. Il primo simposio sul Piano di Gestione del sito Unesco ci ha messo a confronto su un  tema importante. Il patrimonio genetico dei Sassi.

Aggiungo che proprio in nome di questo patrimonio dobbiamo muoverci e Lois è una risorsa preziosa. Lungi da me promuovere persone o personaggi ( ci conosciamo da poco).... Dico solo che potrá e saprá dare un suo contributo, da un suo punto di vista, importante come quello di quanti sottrarrano minuti preziosi della propria quotidianitá per confrontarsi sui temi della community.

Avanti tutta verso la meta!

 

Ritratto di Ilaria d'Auria

Mi riallaccio all'iniziativa del Cubo, per me è stata un'esperienza indimenticabile. L'associazione Matera2019 aveva organizzato - nel lontano 2009 - l'evento "Cadmos: alla ricerca di Europa". La giornata si sviluppava la mattina intorno a delle tavolate istituzionali classiche, il pomeriggio invece avevamo pensato a dei dialoghi che incrociavano due approcci disciplinari diversi intorno a 4 tematiche - i dialoghi erano tra una persona del luogo e una persona di fuori (i video qui). Tutto questo avveniva al Lanfranchi. In piazza invece Lois aveva istallato un grande cubo, e si era pensato di chiedere alle persone di scegliere tra tre colori (rabbia, amore, odio) per indicare quale sentimento ci avrebbe portati a Matera 2019. Si chiedeva alle persone di lasciare un commento sul Cubo. Le frasi trascritte si collocavano esattamente all'interno di questa configurazione sentimentale: Lois, non so se tu le abbia ancora (erano state anche affidate al Comitato, tra parentesi), sarebbe bellissimo riportarne qui alcune. Mi ricordo quella sull'amare i Sassi la mattina e volerli distruggere la sera. Non mi ricordo quale sentimento aveva avuto la meglio nel percorso invece. 

Lois, le interviste a Nico e Nanni sono fantastiche: raddoppio il benvenuto, moltiplico la gioia di averti nella community e mi aggrego alla convinzione che con te a bordo arrivare alla metà sarà, se non più facile, sicuramente più dinamico! 

Avanti tutta!