A chi dovremo dedicare particolare attenzione nel 2019?

Ritratto di ALESSANDRO BOLLO

TEMA: 

Il dossier di candidatura esplicitamente richiede di specificare se alcune parti del Progetto di candidatura si rivolgeranno a gruppi specifici (ad es. giovani, anziani, categorie speciali, minoranze, ecc.)?

Nella grammatica dell'Unione Europea quando si parla di politiche/progetti culturali rivolti a gruppi specifici normalmente si fa riferimento a:

  • Youth; bambini/adolescenti/ragazzi
  • Ageing: pensione anziane
  • Minoranze (linguistiche, etniche, religiose, etc.)
  • Persone in difficoltà (persone in carcere, detenzione minorile, luoghi di cura, etc.)
  • Portatori di disabilità fisiche e psichiche
  • Chi vive nei "bordi" (metaforicamente intesi) e nelle periferie (urbanisticamente intese) con problemi di marginalità, solitutidine, rischio sociale, disoccupazione, etc.
  • Altre situazioni che qui non ho considerato ma che varrebbe la pena inserire perché pertinente per il contesto materano.

Vorrei sapere quali sono, secondo voi, i progetti attualmente in corso sul territorio (uso come esempio il recente progetto della "Città dei ragazzi" presentato nella Community) che vi sembrano esemplari perché si rivolgono direttamente verso questi gruppi specifici o perché coinvolgono le persone appartenenti a questi gruppi come risorse per coprogettare, per realizzare azioni, progetti e prodotti di natura socio-culturale.

Rispetto al bando della candidatura che cosa manca invece e su quali gruppi sarebbe importante puntare (perché esistono istanze non soddisfatte, perché ci sono risorse che bisogna valorizzare, perché ci sono falle nel sistema di welfare o perché si possono aprire nuovi spazi di innovazione e di occupazione) anche ragionando in termini di rete e di sistema degli operatori già presenti sul territorio.

Grazie!

 

 

 

 

 

 

 

 

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23 Commenti

Ritratto di Paolo Tritto

Credo che in questo senso ciò che potrebbe maggiormente interessare è conoscere quello che nella città e nella regione si fa in favore dei dislessici. Credo che ci sia una sensibilità molto forte nel nostro territorio per rendere accessibile la cultura a chi ha questo tipo di patologia.

Ritratto di Ida Leone

A Potenza c'é una associazione molto attiva, coordinata da Antonella Amodio. Se necessario posso coinvolgerla...

Ritratto di Giuseppe Cicchetti

Ti dico la mia Alessandro.

Conosco molto bene la realtà studentesca materana e conosco tante delle iniziative che vengono portate avanti all'interno dei vari istituti materani (soprattutto nelle scuole superiori). Penso che Matera rappresenti veramente un esempio di realtà studentesca virtuosa, perchè spesso, nonostante tante situazioni rendono Matera una realtà lontana dai giovani e dagli studenti (ne parlo anche in questo articolo), loro, (noi, fino a un anno fa), provano a darsi da fare da soli anche se non hanno alle spalle docenti o dirigenti particolarmente intraprendenti. Penso soprattutto alle due edizioni dello Students' Festival materano (2012 e 2013): durante i quali si organizzano attività diverse e veramente stimolanti per tutta la platea giovanile materana (tornei sportivi, qualche conferenza a tema, murales e attività artistiche, percorsi nei Sassi, la giornata dedicata al Contest musicale delle giovani band). Per organizzare la prima edizione abbiamo anche avuto una importante mano dal comitato Matera 2019 che ci ha permesso di fare una conferenza su Wikicrazia con Alberto Cottica via Skype. Oltre alle giornate del Festival, ci sono anche tutte le iniziative come giornalini scolastici, web radio, attività fatte insieme a associazioni varie, scambi inteculturali in cui ci mettono molto impegno anche i docenti. Queste sono tutte grandissime opportunità di crescita per gli studenti.

Penso che una Capitale della Cultura debba essere veramente vicina agli studenti e gli studenti debbano sentire la Città vicina. La prima cosa concreta che mi verrebbe in mente: promuovere la creazione e lo sviluppo di spazi di aggregazione, dove gli studenti possano anche organizzare qualcosa al di fuori delle mura scolastiche o comunque vivere la comunità. Oppure riuscire a creare una rete con tuttte le iniziative che vengono messe in campo, perchè ognuno sappia a Matera che oggi, domani e giovedì prossimo gli studenti organizzano questo, questo e quest'altro e invitare tutti a partecipare con loro...

Ecco queste sono alcune cose, altri spunti magari possono essere nella lettera che abbiamo scritto qualche mese fa ai candidati lucani al parlamento.

Per qualsiasi elaborazione o opinione, sono a disposizione...

... penso lo siano anche tanti ragazzi materani, tutto sta ne saperli ascoltare e coinvolgere

Ritratto di Ida Leone

Faccio due considerazioni a caldo: 

1. non mi pare che a Matera, né in Basilicata, ci sia un problema rilevante dal punto di vista numerico che. riguarda minoranze etniche religiose etc. Quindi imho é una categoria che potrebbe essere esclusa

2. di contro, c'é una popolazione che inesorabilmente invecchia. E c'é un sistema di welfare molto piú "familiare" che pubblico. La Regione ha publicato un bando per assegnare voucher per la conciliazione alle donne. Abbiamo scoperto che le circa 600 donne che ne hanno fatto richiesta lo useranno per pagare altri familiari, per occuparsi dei bambini o di familiari non autosufficienti. Che poi é quanto giá accade. Io mi concentrerei su anziani e disabili (tutte le problematiche legate all'accessibilitá, alla indipendenza negli spostamenti, etc.)

Ritratto di lucapetruzzellis

Non dobbiamo mai dimenticarci delle minoranze, di chi è rimasto indietro. Alle loro istanze, sempre le ultime ad esser prese in considerazione(nella migliore delle ipotesi!) dobbiamo prestare attenzione. Le minoranze sono di vario tipo, noi ci siamo concentrati sui disabili, del resto non si può far tutto! Ci stiamo già dando da fare, l'associazione culturale SassieMurgia porta avanti, da circa un paio d'anni, il progetto Turismo per Tutti, mirante a garantire accessibilità e fruibilità del nostro patrimonio artistico, storico e naturale alle persone con disabilità che scelgono Matera per trascorrere le proprie vacanze(Vedi: http://www.sassiemurgia.com/2012/it/attivita/attivitapromozione/turismo-...). Turismo per Tutti potrebbe essere il viatico, nel lungo periodo, perchè Matera diventi una città accessibile a 360°...dunque anche per i disabili che ci vivono!

Ho inviato il progetto personalmente ai membri del comitato. Se non ricordo male lo hanno letto, discusso e apprezzato. Mi fa piacere che si interroghi la community per ricevere nuovi input, ma non dimentichiamoci di quelli già inviati!

Ritratto di mtcascino

Anche l'Università della Terza età ha realizzato progetti socio culturali per adulti/anziani.
Le attività sono molteplici e spaziano in diversi settori. Anche loro come risorsa potrebbero essere integrati per poter coprogettare percorsi comuni con alcuni dei temi della candidatura. http://www.unitepmatera.it/unitep/attivita.htm

Ritratto di Franco Bianchini

Non credo sia giusto tralasciare la questione delle minoranze etniche e religiose. Ci sono delle comunitá di immigrati significative in Basilicata, anche se piccole rispetto ad altre regioni d'Italia. Dal punto di vista storico, oltre alle comunitá albanesi, dovremmo parlare delle rabatane a Tursi e Tricarico, e del ruolo importante della Basilicata come terra di passaggio e scambio tra il resto della penisola italiana e, in particolar modo, il Mediterraneo orientale. L'affrontare questi temi ci permetterebbe di rafforzare l'orientamento internazionale e interculturale della candidatura.

Ritratto di Alberto Cottica

Provo a dire la mia. A me questa domanda della Commissione sembra un po' pericolosa, perché si rischiano le quote e il pietismo, che nel mondo della cultura proprio non funzionano. Si rischia di scatenare, tra le città candidate, una rincorsa a chi copre più target groups: ok, adesso abbiamo sistemato gli ipovedenti e i bambini affetti da Asperger, per i profughi abbiamo qualcosa? 

Credo che sia importante concentrarsi su quei gruppi per i quali vi è un trasporto sincero, sui quali si sta già lavorando indipendentemente da MT2019 e se possibile senza stigmatizzarli ed etichettando il meno possibile. Contemporaneamente, non sarebbe male dire garbatamente alla Commissione che sarebbe stato facile montare iniziative di facciata a tappeto su molti target groups e andare a prendere il massimo dei punti su quella domanda, ma ci rifiutiamo di farlo perché non è credibile e non serve a nessuno. L'obiettivo è di avere un'offerta culturale inclusiva, di cui le persone fruiscono insieme e non divise in gruppi; nel perseguirlo si fanno sì alcune cose "speciali", ma solo quelle su cui la comunità materana ha competenza e passione dimostrata. Roba finta non se ne fa. 

E quindi adesso bisogna cercare gente che fa questa roba. Il posto ovvio è Rionero: in Visioni Urbane abbiamo tematizzato l'Ex Macello di Rionero proprio sull'arte inclusiva. Io partirei da La Luna al Guinzaglio l'associazione l'Albero. Qualcuno li contatta? Rossella e Ida le conoscono bene... 

Ritratto di Ida Leone

Alberto, sei sicuro che volevi dire proprio La Luna al Guinzaglio e non L'Albero, l'associazione di Mariangela Corona? A me pare di ricordare che La luna si occupi soprattutto di riciclo e riuso, con annessi laboratori specifici, mentre di inclusione sociale in particolare si occupavano le ragazze di Mariangela, con tutto l'arcipelago di Associazioni collegate a Rionero. 

Mi sbaglio?

Comunque Gianluca Caporaso e Rossana Cafarelli de La luna dovrebbero essere giá sulla community. Uno dei due, almeno, sicuramente :)

Ritratto di La luna al guinzaglio

Interveniamo a proposito di inclusione sociale e progetti socio-culturali annessi: da dieci anni La luna al guinzaglio propone attività sul territorio partendo da Potenza con interventi di respiro internazionale attivati in collaborazione con Ministeri, cooperative e diversi partner, ci sui potete prendere visione anche sul nostro profilo. Fra i tanti progetti ricordiamo proprio quello organizzato con Ida Leone delle cene al buio, in collaborazione con LAIF e UICI. Per ulteriori informazioni contattateci e visitate il nostro sito www.lalunaalguinzaglio.it e il nostro profilo facebook La luna al guinzaglio//il Salone dei Rifiutati

Ritratto di .

Ritengo che non ci si debba focalizzare sul senso di minoranza inteso classicamente, guardando agli immigrati, come si fa a Londra o Marsiglia, MA si dovrebbe convergere l'attenzione sugli EMIGRATI. 

NOI STESSI SIAMO MINORANZA. ALTROVE. Siamo minoranza a Londra, a Berlino, a Toronto, a Milano, in Belgio. Andare a scovare sul Pollino gli antenati degli albanesi che nel 1400 varcarono l'Adriatico e non volgere lo sguardo alle decine di migliaia di lucani nel mondo e ai 10 giovani che ogni santo giorno che passa lasciano questa terra per sempre per andare ad essere minoranze in altre terre, mi pare un grosso errore.

Ritratto di Alberto Cottica

D'accordo con Francesco. Purtroppo, come facevo notare qualche commento più sopra, questa domanda che la Commissione Europea ci fa nasconde il "trabocchetto" delle categorie disagiate. Non sono molto sicuro che i lucani all'estero (o a Milano!) contino come tale nella "lista di sfighe" della Commissione; anzi, spesso si tratta della parte più dinamica e imprenditoriale della comunità, ed è chiaramente una risorsa per la città. Starà a Alessandro e ai suoi collegni del comitato scientifico trovare le parole giuste per spiegare che Matera vuole essere capitale europea della cultura in modo inclusivo per tutti, senza pietismi e senza forzature, e usando al meglio le abilità e il talento di tutti i suoi cittadini, più o meno fortunati, a Matera e nel mondo.

Ritratto di .

Se l'Europa fosse inclusiva come richiede alle candidate, dovrebbe dare il titolo honoris causa a Matera, che è in una regione Obiettivo1, con scarse infrastrutture e con il 30% dei giovani disoccupati, un altro 30% emigrato e un altro 30% sottopagato.

Quando uno DEVE andarsene pur di tirare a campare, non è mobilità. È disagio.

Ritratto di .

Nel 2008 realizzai un breve video (in seguito messo su youtube) in occasione di un film sul lavoro, chiamato il Cavaliere Scuro, scritto e recitato da Antonio Andrisani in cui lui vestiva i panni di Batman.
Antonio mi chiese di realizzare un video da proiettare prima del film in cui mescolare interviste ad appassionati di Batman a persone che vivevano situazioni di disagio lavorativo, che chiamai Il Lavoratore Scuro, e di cui curai riprese e montaggio.

Mi capitò di intervistare sia materani che immigrati, e vi garantisco che la situazione non era affatto differente. Anzi, i materani mi sono sembrati messi peggio.
Lo dice anche una ragazza etiope, nel video, chiaramente. Questo per significare come cercare a Matera categorie disagiate nelle usuali classificazioni può essere fuorviante.
Qui il video. Al minuto 6:45 a dichiarazione della ragazza etiope cui ho appena accennato.
http://youtu.be/jbbBrEsn0-E

Ritratto di Alberto Cottica

Credo che questi materiali siano molto utili per "armare" Alessandro di argomenti per sostenere l'approccio inclusivo ma non pietistico su cui, mi pare, siamo tutti abbastanza d'accordo. Grazie!

Ritratto di Giovanni Padula

La domanda del dossier parla di gruppi specifici e in effetti rischia di indurre in "tentazione": privilegiare una molteplicità di interventi, politiche, progetti molto mirati. Detto questo Alessandro fa bene credo a sondare per verificare se a Matera progetti rivolti a gruppi specifici sono già in campo, affrontano una esigenza reale e magari funzionano. Ma il senso più interessante della domanda del sossier ha a che fare secondo me con le criticità di Matera. Esistono fenomeni a Matera critici per il futuro della comunità che hanno a che fare con uno o più gruppi di persone? Anzi: che hanno a che fare allo stesso tempo con più gruppi di persone? Il più trasversale di tutti è quello già richiamato in vari interventi: l'esodo giovanile che di fatto significa anche invecchiamento più accelerato della popolazione. Come diceva Alessandro questo tema è destinato a percorrrere l'intero dossier. Nulla ci impedisce di rispondere alla domanda specifica sui "gruppi" enfatizzando questa priorità. In altre parti del dossier faremo proposte su come coinvolgere chi è andato via ma vuole mantenere forti legami non solo affettivi ma soprattutto concreti con la città. È il concetto di densità di relazioni di cui parlava Alessandro. Dobbiamo iniziare a pensare alle città (soprattutto a quelle più piccole, brave magari a "formare" persone per poi vederne andar via molte) non più solo come la popolazione residente per km2, ma anche come la "popolazione con interessi concreti nei destini di Matera" per km2. Intanto a questa domanda sui "gruppi specifici" potremmo rispondere come dice Alberto privilegiando la foresta piuttosto che l'albero. La popolazione di Matera è un pò cresciuta negli ultimi dieci anni nel complesso e in tutte le fasce di età: tutte tranne in due, quelle dei giovani, in particolare nella fascia 20-29 anni. Parliamo di cadute del 20% in 10 anni che non sono dovute solo al fatto che si fanno meno figli (il trend che incide su questa fascia nelle città del Nord) ma soprattutto al massiccio saldo negativo nei cambi di residenza. Giovani, lavoro, anziani: non possiamo permetterci di separarli in gruppi.